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Arya

Locanda dei Libri

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La regina di maggio
Theresa Tomlinson
Il Vischio E La Quercia: La Spiritualità Celtica Nell'europa Druidica
Riccardo Taraglio

"Secondo me è il bello delle storie. Sono così e basta. E sopravvivono ai loro autori. Vorrei che anche la nostra storia sopravvivesse"

Cuori di carta - Elisa Puricelli Guerra
“Cuori di carta”  (titolo fantastico!!!) è la storia di un ragazzo e di una ragazza che si incontrano dentro un libro! Una lettura molto molto molto carina…
È una sorta di romanzo epistolare, infatti il lettore imparerà a conoscere i giovani protagonisti di questa storia attraverso le loro stesse parole, grazie ad una serie di messaggi e lettere.
Una e Dan (questi sono i loro nomi in codice) vogliono vivere in segretezza e nell’anonimato la loro avventura, nata per gioco da alcuni messaggi affidati alle pagine di un libro che per loro diverrà davvero speciale: “Puck il folletto”.
Per Una e Dan questo scambio di messaggi diventa un piacevole diversivo, un espediente per rendere più interessante e avvincente la loro permanenza all’interno dell’Istituto; una realtà altrimenti troppo ordinaria, fatta di giorni tutti uguali, quasi alienante. Decidono, infatti, di fare in modo di non incontrarsi mai e di adottare i nomi dei personaggi del loro libro che, come un fedele amico, li accompagnerà in questa avventura.
Inizialmente i messaggi descrivono le consuete giornate di Una e Dan, divagando fra realtà e piccole fantasie. Lettere in cui si raccontano, che fanno trapelare la loro comune passione per la lettura e la voglia di vivere quelle avvenute descritte nei libri che tanto amano. Ma ciò che inizia come un gioco, si trasforma in una parte essenziale delle loro giornate… Una e Dan diventeranno inseparabili!
Solo dopo una manciata di pagine, quella che sembra essere la normale quotidianità di due adolescenti si trasforma in una sconcertante verità: i nostri protagonisti si trovano all’interno di un Istituto di cura, insieme a tanti altri ragazzi e ragazze.
Messaggio dopo messaggio, sono parole come “la cancellazione”, “la Medicina”, “la macchina”, “controlli”, a fare luce sulla loro penosa condizione e ad aprire una piccola crepa in quell’atmosfera fresca e tenera che Dan e Una riescono a creare grazie alle loro parole e alle loro personalità.
Secondo me, infatti, è proprio l’indole dei due personaggi ciò che caratterizza tanto questa storia. 
Dan è un “tenerone”, si fa conoscere come un ragazzino davvero sensibile e romantico, premuroso nei confronti di Una, che cerca sempre di corteggiare con dolci parole... come queste:
"Adesso vorrei raggiungerti  con una delle mie carezze d'aria. Passerei leggero sul tuo collo, ti solleticherei la nuca, ti solleverei lieve i capelli e scivolerei sulla tua guancia. E poi mi fermerei sulle tue labbra. A lungo."
__ Alzi la mano chi ha fatto un bel sospiro a questo punto!!
Dan è un ottimo amico anche per Porthos e Aramis, i suoi due migliori amici (che ovviamente si guadagnano due nomi in codice di tutto rispetto!) verso i quali dimostra sempre lealtà e disponibilità. Ma Dan è anche un tipetto suscettibile e questa sua bonaria permalosità gli causerà, di tanto in tanto, qualche piccolo screzio con Una, che sa essere cocciuta quando vuole.
Devo ammetterlo… Dan con le sue piccole attenzioni e le sue affettuose parole ha saputo farmi “ridere dentro”!
Una appare come una ragazzina piena di voglia di vivere, smaniosa di avventura, ma è un po’ più introversa e ha qualche difficoltà a manifestare le sue emozioni e i suoi sentimenti, soprattutto quelli che prova per il suo amico di penna.
Sono di una tenerezza immensa i messaggi in cui Dan riceve l’ennesimo “due di picche” e, un po’ innervosito, ammonisce Una… la quale, stoica, non vuole dargliela vinta e tira fuori le sue spine… per poi ritirarle poco dopo però!
Davvero tanta dolcezza e simpatia in questo libro grazie ad Una e Dan… che mi hanno regalato qualche ora di piacevole lettura!
Inoltre, questi due cuori di carta recapitano un messaggio molto importante al lettore: quello di continuare a credere nella voglia di vivere, anche nei momenti più difficili, anche quando dimenticare sembrerebbe la strada più facile da percorrere, perché "per crescere bisogna ricordare... Il nostro passato ci rende come siamo adesso".
Ma voglio lasciarvi un po’ di curiosità, perché voglio che leggiate questa storia gradevole e originale… quindi non vi svelerò altro sui nostri giovani personaggi e sul segreto custodito nei sotterranei dell’Istituto.
Un libro scritto con bellissime parole, che racconta della voglia di vivere una vita vera, dell’amore per i libri, del sentimento più bello e puro che può nascere in due giovani cuori, della tolleranza, perché è importante accettare le persone per quello che sono, pregi e difetti compresi… una delicata e profonda storia di riscatto, di amore e amicizia.
Un romanzo che soprattutto i giovani lettori non dovrebbero proprio lasciarsi scappare!

"Senza sangue"

Senza sangue - Alessandro Baricco

Nonostante Baricco sia uno dei miei autori preferiti, nonostante io abbia amato profondamente "Oceano mare", "Castelli di rabbia", "Novecento"... questo romanzo invece non mi è piaciuto, non mi ha lasciato proprio nulla e non vi ho ritrovato il classico stile onirico di Baricco che a me piace tanto.
Le prime pagine, che descrivono la strage di una famiglia e l'incendio della casa, sono intense e Baricco dipinge le scene davanti agli occhi del lettore con colori forti e crudi.
Poi la storia prende una piega sibillina... più leggevo e più mi chiedevo dove Baricco volesse arrivare.
L'autore mi ha abituata bene e mi aspettavo decisamente di più.
Peccato, un vero peccato.
Una lettura risparmiabile...

"L'Elfo del Nord"

L'elfo del Nord - Lucy D. Raby
Quando leggo un libro per bambini cerco sempre di valutarlo nella giusta prospettiva, quella di un bambino appunto... credo che sia il modo più obiettivo per farmene un opinione.
Se avessi letto "L'Elfo del Nord" quando ero piccola, probabilmente l'avrei apprezzato molto di più. 
Mi sono piaciuti la prima parte e gli ultimi tre capitoli, che sono i tratti della storia in cui l'autrice riesce a trasmettere efficacemente la sua personale versione dell'origine di Babbo Natale, quella figura leggendaria e tanto amata che distribuisce doni a tutti i bambini del mondo la notte della vigilia, su una slitta rossa tintinnante trainata da nove renne volanti! 
Queste due parti, che possono essere viste come i due argini della storia, sono molto carine e hanno saputo trasmettermi una sensazione davvero magica... tutto quello che c'è in mezzo, invece, mi ha annoiata purtroppo.
Una malvagia che non fa paura neanche un po', anzi, credo che non mi avrebbe spaventata nemmeno se avessi letto il libro da bambina; un lento e tedioso susseguirsi di avvenimenti; nemmeno le conversazioni tra i personaggi hanno saputo rendere interessante la lettura. 
In realtà, avrei dato pochissima importanza a tutto questo se la storia mi avesse affascinata, se fosse riuscita a farmi sognare ad occhi aperti come spesso fortunatamente accade... ma non è stato questo il caso.
Tuttavia questo libro contiene degli aspetti che lo rendono una lettura gradevole, specialmente per i bambini (che è poi ciò che conta!)... le ammalianti descrizioni di un magico Polo Nord, un luminoso regno degli Elfi nascosto in un fiabesco reame di ghiaccio, foreste di alberi animati, fate, splendide renne volanti e qualche illustrazione in bianco e nero posizionata qua e là tra le pagine.

E' per questa ragione che non posso certo sconsigliarlo, anzi, sono sicura che sarebbe un bel libro da far trovare ai bambini sotto l'Albero!

"Stardust"

Stardust - Maurizio Bartocci, Neil Gaiman

TRAMA: In una fredda sera di ottobre una stella cadente attraversa il cielo e il giovane Tristran, per conquistare la bellissima Victoria, promette di andarla a prendere. Dovrà così oltrepassare il varco proibito nel muro di pietra a est del villaggio e avventurarsi nel bosco dove ogni nove anni si raccoglie un incredibile mercato di oggetti magici. E solo in quell'occasione che agli umani è concesso inoltrarsi nel mondo di Faerie. Tristan non sa di essere stato concepito proprio lì da una bellissima fata dagli occhi viola e da un giovane umano e non sa neppure che i malvagi figli del Signore degli Alti Dirupi sono anche loro a caccia della stella.

 

Uno dei più bei romanzi fantasy che io abbia mai letto! È pura magia!

I personaggi sono originali, buffi, molto ben riusciti... il mio preferito, quello che da sempre vorrei conoscere, è Capitan Shakespeare.

In questa storia, che è molto di più di una manciata di polvere di stelle, troverete avventura, magia e amore.

Vivrete molte avventure con il giovane Tristran Thorn, tra mercati di magia, streghe, unicorni, pirati, stelle cadute, principi, e tanto altro ancora.

Io ho lasciato un pezzetto del mio cuore tra le pagine di questo libro, ve lo assicuro!

Di "Stardust" mi è piaciuto tutto... dalla copertina, alla trama, ai personaggi... è la sua atmosfera che è speciale!

Un libro per tutti coloro che amano alzare il naso all’insù e guardare le stelle... ma dopo aver letto “Stardust” forse guarderete il cielo stellato con occhi diversi ;-)

 

"La casa degli spiriti"

La casa degli spiriti - Angelo Morino, Isabel Allende, Sonia Piloto di Castri

TRAMA: L'amore, la magia, il mistero, i sogni si intrecciano alle violenze e agli orrori della guerra cilena che portò alla ascesa di Pinochet in questo splendido romanzo di Isabel Allende. 

Alle "Tre Marie", splendida tenuta di proprietà di Esteban Trueba, si intrecciano le passioni dei diversi protagonisti: Clara, la moglie del proprietario, trascorre una vita avvolta nei ricordi; Fèrula, sorella di Esteban, dedica la sua vita agli altri; Blanca è innamorata di un servo del padre, Pedro, che avrà parte nella guerriglia della rivoluzione; Alba, la nipote, dovrà invece affrontare la dittatura mentre Esteban scoprirà, proprio a causa dei tragici eventi politici del suo paese, di amare innanzitutto la sua famiglia.

 

Mi viene la pelle d'oca al solo ricordo di questa fantastica storia... in positivo ovviamente!

Si tratta di una saga familiare molto particolare, che non narra solo delle vicende interne alla famiglia, ma anche di un'importante capitolo della storia cilena.

Allende è una grande scrittrice, è bravissima, e in questo romanzo è riuscita ad intrecciare alla perfezione elementi di fantasia con fatti realmente accaduti. Personalmente adoro Isabel Allende, che ha portato davvero in alto la letteratura sudamericana.

Questo romanzo racconta la storia di ben tre generazioni di donne (e che donne!) durante gli anni del colpo di stato. 

Ma anche Esteban è notevole, un personaggio molto interessante e con varie sfumature, sia negative che positive.

Mi è piaciuto perché è complesso, va compreso, non è uno di quei personaggi o bianchi o neri... Esteban affornta molti sviluppi e cambiamenti in questo romanzo, rivelandosi importante quanto le protagoniste che lo circondano.

Insomma... tanta carne al fuoco, una grande storia!

Leggetelo, leggetelo, leggetelo perché non ve ne pentirete.

"La camera d'ambra"

La camera d'ambra - Matilde Asensi, Masolino D'Amico

Matilde Asensi è una scrittrice spagnola che si è rivelata al mondo grazie al suo romanzo “L’ultimo Catone”, che ha riscosso un buon successo.

“La Camera d’Ambra” è stato però il suo romanzo d’esordio.

La trama è originale e, anche se all’inizio ho fatto un po’ fatica ad ingranare, poi ho divorato una pagina dopo l'altra!

In questo romanzo ci sono già tutte le sfaccettature di avventura, storia, archeologia e mitologia che caratterizzano le opere letterarie di Asensi.
Un po’ di amarezza mi è rimasta però, nel momento in cui finalmente viene scoperta la leggendaria Camera d’Ambra, perché l’autrice non le rende abbastanza giustizia, scrivendone una frettolosa descrizione. Qualche dettaglio in più non sarebbe guastato.

Quante cose avrebbe potuto dire su questo immenso tesoro degli zar! Una stanza enorme, rivestita dal pavimento al soffitto da pannelli di preziosa ambra del Mar Baltico, un capolavoro dell’arte barocca!

Pare che quando le candele venivano accese l’effetto fosse prodigioso: sembrava di essere immersi nell’oro!

Durante la seconda Guerra Mondiale i pannelli furono smontati pezzo per pezzo dai nazisti ed imballati dentro a delle casse, portate nel castello di  Konigsberg. Nel ’45 le sorti della guerra cambiarono e delle casse non si seppe più nulla….da allora la storia della Camera d’Ambra si fa leggenda…del tesoro degli zar si è persa ogni traccia.

Nel complesso, anche se ancora un po’ acerbo, è un buon romanzo d’esordio, l'ho apprezzato molto!

"Come on baby, light my fire..."

Light My Fire. Versi poetici e dichiarazioni di guerra di Jim Morrison - Francesco Guadalupi

Un libro veramente bello, che istruisce il lettore sulla visione del mondo, della vita e della morte del Re Lucertola, attraverso le sue stesse visionarie parole.

Onestamente bisognerebbe scrivere molto più di quattro righe per fare un discorso giusto e approfondito su questo artista, esaminando anche il periodo storico in cui è vissuto e il contesto politico e sociale che l'ha circondato, perchè non lo si può isolare da questi elementi.
Jim Morrison, leggenda del rock, voce leader dei "Doors" e grande protagonista della Beat Generation, ispirandosi alle opere dei cosiddetti "poeti maledetti" scrisse canzoni e poesie che, come potenti filtri magici, divennero di riferimento per generazioni di giovani negli anni della guerra del Vietnam e del pacifista Martin Luther King.
Consigliato vivamente a tutti coloro che stimano "I Big", coloro che l'hanno pensata in modo diverso dal resto del mondo e che hanno passato la vita a perpetuare il loro modo di essere e di pensare, senza ipocrisia e senza vergogna.

"Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop"

Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop - Fannie Flagg, Olivia Crosio

Questo è un romanzo divenuto ormai famosissimo, un best seller da cui il regista Jon Avnet nel 1991 ha tratto il film intitolato "Pomodori verdi fritti alla fermata del treno".
Una storia ambientata nel profondo Sud degli USA, l'amata Alabama sempre tanto ben descritta dalla Flagg, che tratta diversi temi importanti: anticonformismo, razzismo, emancipazione femminile, amore e amicizia.
In "Pomodori verdi fritti ecc." ci viene raccontata la routine di una piccola società degli anni Trenta, che con fatica cerca di affacciarsi al progresso, mentre per alcuni versi è ancora legata ai tabù del passato.
Infatti, se da un lato la coppia "Ruth e Idgie" viene ampiamente approvata e riconosciuta senza difficoltà, la comunità di Whistle Stop non tollera altrettanto facilmente la popolazione di colore che tenta di integrarsi.

Si tratta di una storia di stampo assolutamente femminista quella che Fannie Flagg ci racconta in questo romanzo, dove due generazioni di donne si incontrano e si mettono a confronto.
Credevo che "Pomodori verdi fritti ecc." mi sarebbe piaciuto tantissimo, invece purtroppo non è stato così... certamente riconosco la rilevanza degli argomenti che l'autrice ha voluto trattare e come sempre ho apprezzato la sua piacevole scrittura.
Come ho altrettanto ammirato il suo tentativo di mettere i lettori davanti ai limiti che l'uomo moderno si è sempre posto.
Ciò che non mi ha fatto innamorare del romanzo non sono stati i contenuti, ma la forma... probabilmente ho trovato troppe storie complementari e mescolate a quella principale, una eccessiva quantità di personaggi... non so... mi è parso tutto troppo sovrabbondante.
Non sono riuscita ad affezionarmi ai personaggi e non mi è piaciuto come alla fine la storia di Idgie e Ruth è stata sommariamente risolta.
Purtroppo non è scattato il feeling tra me e questo romanzo, ma è un parere talmente soggettivo che comunque vi consiglio di dargli una possibilità se mai vi capitasse fra le mani.

"La paura uccide più della spada"

Il grande inverno. Le cronache del ghiaccio e del fuoco: 2 - George R. Martin

Il Trono di Spade è una parte più introduttiva rispetto a Il Grande Inverno... qui iniziano veramente a mettersi in movimento gli ingranaggi del gioco del trono, il ritmo accelera e i vari personaggi acquistano sempre più tridimensionalità. Ognuno subisce uno sviluppo: quelli apparentemente deboli affilano le unghie, mentre quelli fin'ora più notevoli iniziano a mangiare un po' di polvere.

Vi assicuro che Martin ci gode a scombussolare il lettore! Tanto per cominciare, qui ha deciso di far fuori un bel numero di personaggi, non del tutto fondamentali per la storia, ma facevano comunque la loro parte. Poi inizia a farci conoscere meglio alcune personalità... la regina Cersei ad esempio mi ha molto colpita.
Come ho già scritto nella recensione de Il Trono di Spade, in questa saga non troveremo mai un personaggio totalmente buono o totalmente cattivo... così come non lo è Cersei: questa magnifica donna dai lunghi capelli color dell'oro e occhi verdi come smeraldi, è subdola, ha la sua buona dose di perfidia, sa come muoversi in questo gioco del trono... ma ad un certo punto del romanzo ho provato ad immedesimarmi in lei (sempre grazie alla capace guida di Martin!) e ho capito che anche la tracotante Cersei ha avuto le sue batoste e umiliazioni. Certo, nonostante questo rimane una grande stronza... ma una stronza che in qualche modo mi sorprendo a rispettare. Sarà l'imperativo fascino che suscitano sempre i cattivi ben riusciti!Intanto cresce sempre di più la mia ammirazione per Tyrion Lannister: un nano fuori, ma un gigante dentro! Questo personaggio sa di certo come farsi largo nella storia, e fin'ora non sbaglia un colpo. 
Ripensando a tutti i romanzi che ho letto (fantasy e non), non riesco a trovare un altro personaggio del calibro di Tyrion: acuto, assennato a modo suo, esilarante... conosce bene sia i suoi punti di forza, sia i suoi punti deboli e sa come sfruttare entrambi a dovere! Sarà sicuramente un protagonista che ricorderò sempre con entusiasmo e ammirazione.
Joffrey... lui si che è insopportabile: un delirante moccioso, un piccolo piccolissimo re pomposo e incapace. Ma quand'è che Martin si deciderà a farlo scomparire dalle scene? Personaggio riuscitissimo anche lui, nulla da dire, ma bramo per lui una fine penosa e umiliante!
In tutto questo, aldilà del mare c’è Daenerys Targaryen “nata dalla tempesta”, alla quale teoricamente spetterebbe il Trono di Spade per diritto di nascita, essendo lei l’ultima discendente del sangue del drago. Ma per il momento Martin sceglie di lasciarla ancora un po’ nell’ombra e tutto quello che le accade non ha effetti pratici sulla lotta di potere che invece scuote Grande Inverno e Approdo del Re.
Bellissimi i dialoghi che catturano grandemente l’attenzione, mitiche le descrizioni che non stancano mai anche se sono molto dettagliate.
Non mancano le scene veramente crude, e per fortuna, perché rendono il tutto assolutamente credibile e coerente: crudeltà, barbarie, omicidi e stupri hanno sempre nutrito le dinamiche del mondo antico, inutile negarlo. E Martin è stato tanto intelligente da non fingere che non siano esistite, dando sì un taglio fantasy alla saga, ma anche verosimile.

"La città di Ember"

La città di Ember (Quadrilogia di Ember, #1) - Jeanne DuPrau
Il futuro è incerto sulla Terra. Una catastrofe senza precedenti minaccia di distruggere tutto, per sempre, anche la razza umana. Così un gruppo di grandi menti cerca una soluzione per evitare l’estinzione dell’uomo… questa soluzione è Ember, una città costruita sotto terra, a centinaia e centinaia di metri di profondità, tenuta in vita da tre cose: un enorme generatore che fornisce l’elettricità necessaria alle migliaia di lampadine che illuminano la città durante il “giorno”; l’acqua di un fiume che viene incanalata nelle tubature di Ember e immensi magazzini che sembrano infiniti, stracolmi di tutto ciò di cui la città può aver bisogno (cibo in scatola, abiti, carta, pentole, utensili, ecc.).
I Costruttori progettano questa città con lo scopo di farvi proliferare centinaia di uomini e donne per duecento anni, facendo in modo di far dimenticare alle generazioni future l’esistenza di un altro mondo all’infuori di Ember: perché se nessuno avrà memoria di ciò che è andato perduto, non ci sarà sofferenza.
Però anche questa città sotterranea, per quanto possa essere stata perfettamente progettata, è destinata ad avere una fine; ecco perché i Costruttori inventano anche un piano B: una soluzione per uscire e tornare in superficie, nella speranza che qualcosa o qualcuno sia sopravvissuto. Esiste quindi una via d’uscita segreta che verrà svelata agli emberiani solo dopo che saranno trascorsi duecento anni.
Le istruzioni segrete vengono così inserite in una scatola speciale, sigillata con una chiusura a tempo e questa verrà affidata alle mani del sindaco della città, e dopo al suo successore, e così via... trascorsi i duecento anni la serratura della scatola si dovrebbe aprire svelando il modo per uscire da Ember e scoprire così un nuovo mondo… forse.
Ma qualcosa va storto: il settimo sindaco muore prima di affidare l’importante lascito al suo successore e la scatola viene dimenticata anno dopo anno.
Sarà una ragazzina, Lina Mayfleet, insieme con il suo amico Doon Harrow a trovare per caso la scatola: inizierà così una corsa contro il tempo per uscire da Ember, una città ormai esausta e in rovina, dove le provviste scarseggiano da anni, ma soprattutto dove la sua popolazione rischia di restare nell’oscurità totale per sempre… perché dopo più di duecento anni anche il grande generatore  inizia a dare segni di cedimento e i blackout che terrorizzano gli emberiani sono sempre più lunghi e frequenti.
Ecco come inizia questo libro, una storia fantascientifica per ragazzi che ci racconta l’avventura di Lina e Doon. 
A me è piaciuta molto sia l’idea di partenza, sia l’intera vicenda. È interessante come la DuPrau descrive con tanti bei particolari il modo di vivere di questa società sotterranea: le gerarchie, i ruoli sociali che vengono affidati agli emberiani, i loro metodi per preservare i mezzi di sostentamento.
È lo spaccato di una società futuristica immaginaria, ma perfettamente credibile… il vero punto di forza di questo romanzo è proprio la descrizione della curiosa città di Ember!
A volte i fatti sono descritti in modo approssimativo, però è tutto molto dettagliato e l’autrice  riesce a rendere in maniera vivida l’atmosfera buia, un po’ umida e fredda in cui vivono gli emberiani: pare di vederla veramente questa città ormai logorata dal tempo che passa, troppo tempo… gli abiti e la stoffa di tende e divani sono consunti e riciclati al limite del possibile, la carta viene usata e riusata, alcuni frutti come ananas e albicocche sono un lontano ricordo, perfino alcuni rifiuti vengono riciclati.
I personaggi non sono particolarmente approfonditi, le loro personalità spiccano appena appena… probabilmente nei romanzi seguenti l’autrice gli darà più spessore.
Il finale forse corre troppo veloce, non mi sarebbe dispiaciuta qualche riga in più. Comunque, il tutto è tenuto insieme da una scrittura piacevole e scorrevolissima.
Azzardo dicendo che “La città di Ember” può essere vista come una specie di storia distopica post apocalittica per ragazzi, una lettura molto molto carina, che tiene sempre viva l’attenzione… un buon intrattenimento!
È un libro avventuroso e interessante, per nulla banale, destinato a lettori giovani prima di tutto, ma che non manca di affascinare anche chi, come me, nella lettura non si pone limiti di età.

Attenzione: questa saga crea dipendenza!!!

Il trono di spade. Le cronache del ghiaccio e del fuoco: 1 - George R. Martin

"Il Trono di Spade" è il primo libro che ci promette una saga grandiosa, davvero epica: "Le cronache del Ghiaccio e del Fuoco", ovvero il geniale frutto nato dalla penna di George Raymond Richard Martin!
Un frutto talmente stuzzicante da aver anche ispirato una serie televisiva statunitense firmata HBO (sceneggiata dallo stesso Martin), intitolata appunto Il Trono di Spade, Game of Thrones in lingua originale.

Con questo primo capitolo Martin ci trasporta nel suo mitico mondo medievale, dove le stagioni durano anche per intere generazioni, e ci dà solo un assaggio di tutto ciò che vi accadrà: intrighi, battaglie, amori, lotte per il potere, inganni e tradimenti, rapporti incestuosi, grande onore e slealtà nella stessa misura, coraggio e azione, magia antica, salde dinastie con segreti annessi e connessi, misteriose e agghiaccianti creature... dimentico qualcosa?
Ragazzi... c'è davvero tutto in questo libro e in quelli che verranno, tutto ciò che un amante dell'epic fantasy può desiderare.
Voglio aggiungere che in realtà io non l'ho trovato un romanzo prettamente di stampo fantasy, non aspettatevi i canonici elfi, streghe, gnomi, fate e quant'altro... quello che troverete in questo primo libro è un medioevo rivisitato, con condizioni climatiche e ambientazioni chimeriche.
Come scenario di tutti questi ingredienti l'autore ci regala un mondo diviso in due: le terre del Nord rette da Eddard Stark, lord di Grande Inverno... terre silvestri perennemente ricoperte da una coltre di neve, ruvide e vigorose come gli uomini che le abitano, e l'ostentato regno del Sud affacciato sul Golfo dei Naufraghi, sede di intricate cospirazioni, ginepraio di viscidi cortigiani. Due terre tanto diverse ma unite sotto una stessa corona, quella di re Robert di Casa Baratheon, sovrano dei Sette regni.
Molti romanzi con una trama così intricata e una sequela di personaggi che non finisce più, si perdono e si squagliano in una massa di pagine indecifrabili che non lasciano nulla, se non una gran confusione. Ma non è il caso de "Il Trono di Spade", perché lo stile narrativo di Martin è perfetto... egli riesce a rendere così facile e naturale l'accesso e il coinvolgimento nel mondo de "Le cronache del Ghiaccio e del Fuoco"!!!
Il contenuto è tutto molto chiaro e comprensibile, il lettore è anche aiutato dai capitoli suddivisi in modo intelligente: ogni capitolo è dedicato alle vicende di un particolare personaggio, senza tuttavia perdere il filo della trama.
E vogliamo parlare dei personaggi? Io li ho trovati straordinari, probabilmente la vera forza di questa storia!
E' troppo facile creare soggetti buoni o cattivi, simpatici o antipatici, positivi o negativi.... Martin fa molto di più, lui va oltre e dà vita a personalità complesse, interessanti, perfettamente credibili: nessun eroe pronto a sguainare la spada e a salvare la dolce donzella, ma personaggi del tutto umani dotati di luci e ombre, molteplici sfaccettature tutte da scoprire capitolo per capitolo, romanzo dopo romanzo.
Se c'è una cosa che ho capito di questo autore, è che ci riserverà molte cose inaspettate!
Ho sentito parlare di una certa somiglianza tra "Le cronache del Ghiaccio e del Fuoco" e l'universo tolkieniano.... io non azzarderei tanto; penso che si possano considerare due saghe effettivamente monumentali (in tutti i sensi!), ma molto diverse tra loro... lascerei proprio da parte questo discorso.
Da parte mia "Il Trono di Spade" è un libro veramente ben fatto, sotto tutti i punti di vista, e lo voglio calorosamente consigliare a tutti, non solo agli appassionati del genere fantasy.

 

"Mai, mai dimenticare chi sei, perché di certo il mondo non lo dimenticherà. Trasforma chi sei nella tua forza, così non potrà mai essere la tua debolezza. Fanne un'armatura, e non potrà mai essere usata contro di te."

"C'è una storia dentro la mia testa. Speravo di trovarci un senso raccontandola."

Chiedi alla luna - Nathan Filer

"Meglio dirlo subito: non sono un bravo ragazzo. Non di solito, anche se a volte ci provo. Così, quando è toccato a me chiudere gli occhi e contare fino a cento, ho barato." 

Ecco come inizia “Chiedi alla luna”, un romanzo toccante, coinvolgente e folle, che ti inchioda lì dove sei, con gli occhi fissi sulle parole che scorrono e ti travolgono.
Questo è uno di quei libri da recensire a caldo, quando si è ancora investiti in pieno da tutte le emozioni e i turbamenti che ha suscitato.
Ciononostante, probabilmente è uno dei libri più difficili che io abbia mai dovuto recensire.
E’ un romanzo che ti mette a soqquadro la testa… e non poco. È terribilmente intenso...
una storia forte, davvero molto forte.
Avete presente il famoso “Pensatoio” potteriano? Una sorta di catino colmo di un gas liquido argenteo nel quale galleggiano i ricordi delle persone…  leggere “Chiedi alla luna” è esattamente come immergere la testa in questo Pensatoio e rivivere i ricordi di Matthew esattamente come sono nella sua mente dissociata dalla realtà.
Matthew è il protagonista e Simon è suo fratello affetto dalla sindrome di Down… ma suo fratello non c’è più e noi impariamo a scoprirlo solo attraverso i ricordi che Matt ha deciso di concedere. 
E' importante sapere che Matthew è folle, confuso e turbato e la sua malattia (innescata dalla traumatica morte del fratello) lo costringe in un ospedale psichiatrico... da qui lui prova a raccontarci la su storia, una storia di espiazione auto inflitta.
E' un ragazzo affetto da schizofrenia e il suo rapporto con la realtà non è mai del tutto ben definito; questa malattia è l'unico varco che riesce a metterlo in contatto con Simon... perché Matt non è mai riuscito a dire addio a suo fratello e probabilmente non riuscirà mai a fare a meno di vederlo luccicare nei ciottoli del mare, o di vedere il suo sorriso nella luna, o di sentire la sua voce sotto il letto.Potete immaginarvelo così Matthew: chino sulla macchina da scrivere che gli ha regalato nonna Noo, oppure sulla tastiera di un computer, che scrive di se stesso (a volte), della sua famiglia, dei suoi genitori, del suo amico Jacob… scrive di segreti, di ricordi e di quelli che potrebbero essere ricordi.
Questo romanzo non è solo un’esplorazione di reminescenze nella mente disorientata del protagonista, ma anche un viaggio nei suoi pensieri, buttati lì… un po’ come vengono.
Non si riesce mai esattamente a percepire dove finisce la realtà e inizia l’immaginazione di Matt, che sostituisce ciò che non ricorda con brandelli di flashback da lui costruiti.
E spesso mi sono chiesta: non riesce a ricordare o NON VUOLE ricordare? 
Oppure… la realtà non la trova poi così importante.
Diversamente da altri libri, per sentire questo racconto, sentirlo veramente, è importante fare attenzione anche allo stile, al modo in cui Filer ha deciso di scriverlo: la forma delle parole, la loro disposizione sulla pagina, la scrittura, perfino i caratteri… tutto ciò non è solo il mezzo che ci porta alla storia: è la storia stessa. Infatti, nei momenti in cui Matt è sotto l'effetto degli psicofarmaci, anche la sua scrittura diventa più lucida e ordinata.
Leggendolo, capirete…

Nathan Filer in questo suo romanzo d'esordio è andato a toccare un tema davvero molto delicato come quello della malattia mentale e l'ha fatto con assoluto rispetto e grande emotività, aiutandoci a vedere e sentire dal punto di vista principale: quello di Matthew.
Scegliere di affrontare questo concetto dall'esterno sarebbe stata una facile soluzione; l'autore invece ha voluto farci capire come una mente schizofrenica percepisce una realtà distorta, come assorbe le emozioni proprie e altrui, come può elaborare il dolore di una tragica perdita e allo stesso tempo dipendere da questo dolore.

Ma soprattutto Filer ha creato un approccio umano, mettendo al centro di tutto Matthew come persona e non, come spesso accade, come il paziente numero XXX, un soggetto interessante da studiare, nientaltro che un caso, nientaltro che una patologia. 
Sicuramente la sua formazione di infermiere specializzato nell'assistere pazienti con malattie mentali, ha reso Nathan Filer sensibile all'argomento e molto bravo nel trattarlo anche sulla pagina stampata.

“Chiedi alla luna” ( titolo originale "The shock of the fall", tradotto "Lo shock della caduta") di certo non è una lettura rilassante, però ne vale la pena perché ti lascia davvero qualcosa dentro… qualcosa che non so ancora bene come definire. Infatti ora mi devo riprendere da questa esperienza di trip emozionale.
Provare per credere.

“Ci sono storie dappertutto, basta saperle ascoltare. Forse non sono buone storie, ma sono vere. E non devono necessariamente avere un lieto fine.”

Olivia: Ovvero la lista dei sogni possibili - Paola Calvetti

“Olivia ovvero la lista dei sogni possibili” è stato una piacevole scoperta! 

Mi sono fatta trasportare dallo stile di Paola Calvetti, che scrive con grande personalità e ironia e che mi ha fatto ridere e riflettere allo stesso tempo. 

Mi è piaciuto il modo in cui ha saputo descrivere con molta simpatia alcuni momenti anche duri… a pensarci bene credo che questo sia un libro da tenere a portata di mano nei momenti difficili! Può darci speranza... o quantomeno può regalarci sempre un sorriso. 

Tra le pagine di questo romanzo tutti noi possiamo sicuramente trovare qualcosa che abbiamo vissuto, provato o pensato almeno una volta… è una storia che si avvicina alla vita dei lettori, è un romanzo in cui c’è molta realtà, c’è la vita di tutti i giorni… ecco qual è il suo segreto! 

Olivia mi ha suscitato molta tenerezza ed empatia… in certi momenti avrei voluto sussurrarle all’orecchio: “oh come ti capisco!”. È un bel personaggio… strambo quanto basta!            

Diego vive, ma non vive veramente. Dovrà affrontare i suoi fantasmi prima di essere pronto per lasciarsi andare, per vedere il mondo con occhi diversi e con anima più leggera. 

È come se l’autrice, attraverso i due protagonisti, ci mettesse davanti a due grandi problemi della nostra società: la crisi economica da una parte (Olivia) e la crisi dell’esistenza dall’altra (Diego). 

Ma il tutto è sempre filtrato da un sorriso o una battuta di spirito e alla fine, per fortuna, ci fa ben sperare per un lieto fine. 

Paola Calvetti ci fa intuire qualcosa, ma non dice come andrà a finire… io credo che abbia voluto lasciare la libertà ad ogni lettore di immaginarsi il proprio proseguimento. 

Olivia e Diego sapranno leccarsi le ferite a vicenda? Saranno l’uno la cura dell’altra? Sono davvero destinati ad incontrarsi per completarsi a vicenda? 

Io voglio poter pensare di si! 

Li ho lasciati con un sorriso e con la speranza che tutto per loro fili liscio.

Ma non posso concludere senza prima parlare di lui: Manuel… il buon Manuel! 

Cameriere del bartabacchi in cui Olivia si va a rifugiare, “galante come un maggiordomo”… Manuel che non chiede nulla ma ha capito tutto, Manuel che ti porta un’altra tazza di cioccolata calda con frolle alla vaniglia, Manuel compagno di sventure. 

Se mai dovessi trovarmi in una situazione simile a quella di Olivia… atterrita, triste e inconsolabile… vorrei anche io il “mio Manuel” della situazione!

"The Restorer" - La Signora dei Cimiteri (1)

The Restorer: La signora dei cimiteri (La Signora dei Cimiteri, #1) - Amanda Stevens
Ottimo esordio in Italia di Amanda Stevens, che in questo romanzo ha fuso thriller e paranormale, scegliendo come sua eroina Amelia, una restauratrice di cimiteri.
Amelia ha ereditato dal padre un particolare quanto impressionante dono: può vedere le anime dei defunti.
I fantasmi desiderano più di ogni altra cosa fare ancora parte del mondo dei vivi, per questo diventano dei parassiti, cercando di sfruttare le energie degli umani. Se gli spettri capiscono che un umano può percepirli, allora si impossesseranno di lui fino a consumarlo, lasciando solo un guscio vuoto. Amelia viene istruita a tutto questo fin da bambina, fin da quando capisce che anche lei può vedere i morti. Così impara a rispettare le rigide regole di suo padre: mai ammettere la loro esistenza, mai guardarli e per nessun motivo rivolgere loro la parola, mai fargli intuire la propria paura, non allontanarsi troppo dai terreni consacrati, stare alla larga da chi è accompagnato dai fantasmi… poi la regola più importante di tutte: mai sfidare il destino!
Amelia imposterà la sua vita in modo “normale”, per quanto possibile, adattandosi alla sua condizione. Lei sa che fino a quando seguirà diligentemente le regole di suo padre, potrà considerarsi al sicuro.
Ma l’equilibrio della sua vita viene incrinato quando in un antico cimitero vengono rinvenuti dei cadaveri scomodi per qualcuno. Ad occuparsi di questi casi sarà l'agente di polizia Devlin… e a chi mai egli potrà chiedere un supporto professionale se non ad Amelia, la Signora dei Cimiteri!
Amelia avrebbe dovuto tirarsi indietro da subito, ma non riesce a dire di no a quell’uomo magnetico, impenetrabile e soprattutto… posseduto!
Si, Devlin non solo è bello da morire ma è anche continuamente accompagnato da due fantasmi, una donna bellissima e una bambina.
Amelia sa che dovrebbe stargli lontana, per lei quella è una situazione pericolosa, come trovarsi sopra un vecchio ponte di legno marcio e pericolante. Ma gli eventi la travolgono e Devlin esercita su di lei un’attrazione disarmante, quasi innaturale, che la costringe a cedere, abbattendo tutte quelle barriere accuratamente innalzate negli anni.
Antichi cimiteri ricoperti da muffa e ricordi, terribili omicidi con tanto di torture, tunnel e passaggi segreti nascosti nelle tombe silenti, una remota confraternita forse ancora attiva e dedita a riti demoniaci, porte che nessuno avrebbe mai dovuto aprire… “The Restorer” è tutto questo e anche di più!
Devo ammettere che Amelia è una figura intrigante, una ragazza solitaria ed estremamente controllata, che a causa dei fantasmi ha imparato ad isolarsi dagli esseri umani. Anche se cerca di concedersi qualche piccolo momento di normalità, la barriera tra lei e il resto del mondo è consolidata giorno dopo giorno.
Quello che più mi ha colpita di lei è la sua personalità un tantino contraddittoria: grazie al suo “dono” dovrebbe cercare il più possibile di stare alla larga dai morti, eppure cosa fa? Restaura cimiteri! E qual è l’uomo che riesce a rubarle il cuore? Uno posseduto dai fantasmi!
Tutto questo è andarsela a cercare non trovate? E Amelia un po’ se la va a cercare, ma io l’ho stimata per questo… più volte nelle sue condizioni io me la sarei data a gambe, lei invece no.
Ho riflettuto su questo: se solo Amelia avesse fatto spallucce più spesso, avrebbe avuto una vita molto più facile, ma è proprio grazie alla sua ambiguità che prende vita questa storia. Di conseguenza “La Signora dei Cimiteri” è un titolo più che meritato.
Poi c’è Devlin… bé, devo dirlo, è un po’ stereotipato il nostro poliziotto. Bello da togliere il fiato, tormentato, consumato dai suoi fantasmi, impregnato di mistero… insomma eccolo qui: il bello e dannato!
C’è una sola cosa che non ho proprio sopportato in questo libro: Amelia che ogni quattro/cinque paragrafi ci tiene a sottolineare che quando vede Devlin si squaglia, non ce la può fare, non resiste, i suoi occhi sono troppo magnetici. L’oscuro richiamo esercitato dall’inconsapevole Devlin e i suoi seducenti occhi, che senza pietà riducono Amelia ad un colabrodo in una pagina si e una no, alla lunga mi stavano veramente stancando! Fortunatamente verso la fine tutti questi libidinosi turbamenti ci danno tregua, lasciando spazio ad una serie di capitoli incalzanti e pieni di azione e tensione.
Ciò che più mi è piaciuto di questo paranormal-thriller è stata l’inquietante e perfetta atmosfera spettrale che la Stevens ha saputo dare al romanzo, a tratti agghiacciante. In alcuni istanti è davvero riuscita a farmi sentire la fredda e umettata presenza degli spiriti.
Primo capitolo di una trilogia, “The Restorer” ci lascia l’acquolina in bocca, facendo presagire il ruolo chiave del padre di Amelia, introverso e pensieroso custode di alcune verità che ancora non sono state svelate.
I segreti e i misteri non sono ancora finiti, anzi… i loro frutti hanno appena iniziato a produrre spaventose conseguenze.

“Fruscio di streghe”

Fruscio di streghe - Anna Dale

Ho sentito subito una certa sintonia con questo piccolo libro, ancora prima di leggerlo e, come spesso mi è capitato, anche questa volta il mio “sesto senso libresco” non mi ha tradita!

Mi sono ritrovata a pensare a questa storia come ad un piccolo “giallo”, ovviamente calato nel mondo della fantasia e della fanciullezza. Gli elementi ci sono tutti, anche se molto semplici e infantili… ma badate bene, uso il termine infantili in modo assolutamente positivo, perché è giusto che sia così in un libro concepito per una fascia di pre-adolescenti. 

L’intreccio, ricco di elementi, è ben costruito e tutti i dettagli non sono messi lì per caso, ma avranno un ruolo determinante… questa è forse la cosa che mi ha colpita e sorpresa di più.

Abbiamo il nostro piccolo eroe e protagonista, Joe, accompagnato in questa avventura dalla sua amica Fuscello, una giovane streghetta che dimostrerà agli altri e a se stessa le proprie capacità.

L'autrice non ci fa mancare proprio nulla, c'è tutto quello che serve per creare la giusta ricetta del mondo della magia: gatti neri, scope volanti, mercati della magia, pozioni, incantesimi e cappelli a punta!

A rendere speciale questa storia c’è una nutrita schiera di personaggi buffi e ben riusciti, dagli inevitabili cattivi alla spassosa congrega delle streghe, fino ad arrivare ai personaggi senza poteri magici (tra cui proprio il protagonista!). Nessun personaggio banale, ma tutti simpatici e originali, capaci con le loro battute e i loro comportamenti di far sorridere il lettore… grande o piccolo che sia!

Non mi è riuscito per nulla difficile immedesimarmi e vedere tutto perfettamente con gli occhi dell’autrice, che descrive ogni capitolo con spontaneità e semplicità, ma sempre coinvolgendo il lettore, portandolo al desiderio di scoprire cosa succederà nel capitolo successivo, in un piacevole mix di divertimento e “suspense”.

Il bello di questa storia è che porta a considerare la magia come un elemento quotidiano, qualcosa che si trova subito dietro l’angolo, alla portata anche di un bambino normalissimo che vi inciampa per caso!

Credo che Anna Dale ci abbia voluto dire che, con un occhio particolarmente attento, si può osservare la magia un po’ in tutto… anche in una foglia che apparentemente svolazza trasportata dal vento!

Un libro che mi è piaciuto tutto, dall’inizio alla fine… ed è proprio nel finale che i colpi di scena non si fanno attendere, il tutto condito da una buona dose di quell’ingenuità tipica dei libri per bambini.

Leggero e piacevole, ma mai banale, “Fruscio di streghe” è un libricino davvero adatto per lasciarsi scivolare in una coperta e regalarsi un po’ di magia e qualche ora di divertimento e relax.

"Ciao, Cappuccetto Rosso!"

Ciao, Cappuccetto rosso! - Nicole Dark

Una bella casa pulita, due genitori affettuosi e responsabili, giocattoli, bei vestiti, la scuola, le amichette… la maggior parte delle bambine hanno tutto questo, ma non Demi. Lei  è una ragazzina sola, condannata ad una vita di stenti dai suoi genitori, due alcolisti e delinquenti della peggior specie. Demi conosce molto bene cos’èla fame, costretta ad arrabattarsi come può, i suoi vestiti sono sempre sporchi ed ogni giorno è costretta ad assistere a liti violente condite dall’alcol fra suo padre e sua madre. Ma il peggio del peggio per questa bambina deve ancora arrivare: una notte, che segnerà l’inizio di molte altre terribili notti, il padre di Demi si insinua nel suo letto e abusa sessualmente della figlia. Demi, troppo shoccata e terrorizzata da quel sudicio essere, inizia a vivere soffocata dalla paura, lacerata per sempre nel corpo e nell'anima… più che una fiaba, un incubo senza via d’uscita.

 
Dall’altra parte del tempo e dello spazio invece c’è Kate, un’anziana brava donna che vive lontano dalla città, vicino ad un bosco, e si occupa di tutto ciò che le è rimasto al mondo: il nipotino Greg, un bambino di sette anni rimasto orfano e con un’importante deficit mentale dovuto al trauma infantile. Il piccolo Greg non è un bambino come gli altri e non può mai essere lasciato solo; per questo, quando la nonna Kate deve allontanarsi per delle commissioni, è Maggie, giovane ragazza universitaria, a prendersi cura del bambino.
Non sembra per nulla l’inizio di una favola vero? Infatti, nonostante il titolo ispirato alla celebre fiaba di Perrault, Nicole Dark non ci mostra alcuna immagine fiabesca e nemmeno un lieto fine, ma ci restituisce una versione molto più oscura e angosciante di quella bambina bramata dal lupo cattivo.
Nero e rosso... perfetti i colori della copertina per interpretare questo thriller!
“Ciao, Cappuccetto Rosso!” è una storia graffiante, amara, dolorosa… una storia di violenza, che alimenta a sua volta altra violenza. Il seme del male infatti è forte, così forte da riuscire a piantare radici fino a far sanguinare, fino a trasformare la preda… in predatore.
Inizialmente l’autrice confonde volutamente il lettore, narrando e mescolando gli eventi in modo quasi incoerente, ma pagina dopo pagina, ogni ritaglio della storia trova il suo incastro perfetto e tutto acquista un senso.
Nicole Dark, con uno stile diretto, incisivo e agile, arriva dritta ai punti che le interessano, descrivendo i fatti con pochissimi giri di parole e creando un ritmo serrato e sempre più incalzante, volto ad un finale a pieno ritmo. Nessun lieto fine e nessuna morale, solo uno sconcertante e insospettabile epilogo… forse l’unico possibile, in linea perfetta con lo stile dark del romanzo.
Un libro difficile da digerire, che tratta un tema che non vorremmo poter immaginare ma che purtroppo esiste, una drammatica perversione che a volte infetta qualcuno che non è possibile definire umano, non si può nemmeno definirlo animale… esiste solo una parola giusta: mostro.I mostri possono essere creature della fantasia, ma in questo caso l’autrice usa la storia di Cappuccetto Rosso come allegoria, portando il mostro nella vita reale e rivelandone diverse sfaccettature. Dimostrandoci come il male possa generare altro male.
Da vittima a carnefice… da bambina innocente, a lupo cattivo.
Una storia forte, carica di suspense, scritta bene e capace di mantenere sempre viva l'attenzione.
Questo è un libro che cattura l'oscurità nell'anima delle persone e che riuscirà a stupire qualsiasi lettore.
E se pensate di aver già capito come va a finire, ricordatevi che... non è come sembra!