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Arya

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"Il postino di Neruda"

Il postino di Neruda - Antonio Skármeta, Andrea Donati

Ho voluto leggere questo libro perché io adoro le poesie di Neruda... in realtà non me ne intendo molto di questo genere, ma lui è sicuramente il mio poeta preferito.

Inoltre, negli anni "Il postino di Neruda" è stato un titolo che mi è sempre sfilato sotto il naso, per un motivo o per l'altro.... qualche giorno fa, mentre mettevo a posto i libri in biblioteca, ecco che me lo ritrovo fra le mani e mi sono decisa a leggerlo.
Ci sono cose positive e cose negative da dire...

E' sicuramente un romanzo poetico, scritto con uno stile molto particolare, che all'inizio può anche risultare faticoso per il lettore. Ma Skármeta ha talento e, non appena ci si abitua alla sua scrittura, ci si fa trasportare dalle parole, che davvero talvolta ricordano le poesie di Neruda.

Ciononostante il linguaggio usato dall'autore non è semplicissimo, quindi é consigliabile non lasciarsi sfuggire nemmeno un passaggio o si rischia di "perdere dei pezzi per strada".

Questo romanzo, secondo me, può essere apprezzato soprattutto dagli amanti della poesia, i quali sicuramente ameranno le descrizioni della terra cilena che si perdono in una danza di parole.
Mi sono fatta intenerire dall'autentica ammirazione che Mario prova per Neruda, una devozione che all'inizio lo spinge a scocciare il poeta, ormai intorpidito dagli anni, con domande, curiosità e richieste. Ma Neruda a poco a poco inizia a nutrire simpatia e affetto per quel giovane postino strampalato e sognatore.
Skármeta ci descrive due personaggi uno l'opposto dell'altro: da una parte abbiamo Pablo Neruda, Premio Nobel per la letteratura nel 1971, poeta, politico e diplomatico, ad un passo dalla presidenza del Cile; dall'altra parte c'è Mario, sempliciotto e squattrinato ma estremamente leale.
L'autore lascia passare un messaggio molto bello: due persone tanto diverse possono creare un legame fortissimo, tanto solido da durare negli anni.
Il poeta sarà sempre presente nei momenti più importanti della vita dell'amico e Mario sosterrà ogni passo di Neruda, catturando per lui in un registratore i rumori della sua bella terra, assistendolo anche nel momento della dipartita.
Ho trovato simpatiche le schermaglie di parole tra Neruda, pur sempre un gran signore, e la vedova Gonzàlez, suocera di Mario, pungente e impicciona ma sostanzialmente una brava donna.

Pur apprezzando tutto ciò, questo romanzo non ha saputo conquistarmi veramente.

Alcune situazioni potevano essere più approfondite, mentre per altre le parole si sprecano... in più di un'occasione mi sono sentita disorientata durante la lettura.

Nutrivo buone aspettative per la figura di Neruda, speravo davvero di affezionarmi a lui come sono affezionata alle sue poesie, invece l'ho trovato poco marcato. Il vate (come lo chiama Skármeta) si sarebbe meritato certamente qualcosa in più.

Sostanzialmente non so dire fino in fondo se questo libro mi sia piaciuto oppure no, devo ancora capirlo.
"Il postino di Neruda" resta comunque una  bella storia d'autentica amicizia, in cui l'autore mescola storia e poesia... in ogni caso sono contenta di averlo letto e di certo non posso sconsigliarlo!